Essere donna e autistica: cosa si prova?

Essere donna e autistica: cosa si prova? Esistono prove evidenti che l’esperienza di essere autistico differisca tra uomo e donna. Attualmente vengono diagnosticati circa tre volte più i maschi delle femmine, si suppone anche a causa del fatto che le valutazioni tradizionali sotto diagnostichino le donne.

adulto

Stanno emergendo prove anche che le donne abbiano maggiori probabilità di internalizzare le loro difficoltà presentandole come ansiose, passive, depresse e con difficoltà alimentari. Inoltre, le donne usano spesso strategie compensative per mascherare o camuffare le loro difficoltà, e ciò consente loro di mimetizzarsi nelle situazioni sociali.

Per tutti questi motivi, i bisogni e le difficoltà delle donne con diagnosi di autismo sono più difficili da riconoscere e possono apparire sottili o non tipicamente autistici, e difficili da comprendere anche per professionisti esperti. Leedham et. al hanno deciso perciò di indagare l’esperienza di donne autistiche che hanno ricevuto diagnosi di autismo in età adulta.

Essere donna e autistica: cosa si prova?4 temi principali

1. “Una condizione nascosta”

Molte donne riferiscono il tentativo di “camuffarsi” per farsi accettare dalla società, che hanno molto spesso esacerbato le difficoltà legate alla salute mentale. Nonostante gli sforzi, la consapevolezza di rimanere comunque ai margini le ha rese particolarmente angosciate e di conseguenza ha fatto sì che le donne si sentissero intrinsecamente imperfette. Per alcune, l’angoscia era aumentata ancora maggiormente dopo aver ricevuto diagnosi ed etichettature erronee per anni.

2. “Processo di accettazione”

donna

Molte partecipanti hanno espresso sollievo dopo la diagnosi, perchè per molte includeva un senso di rivendicazione che riduceva la vergogna di lunga data associata alle incomprensioni sociali e le aiutava a comprendersi meglio. Ma non per tutte la diagnosi è stata una esperienza piacevole. Per altre la crescente accettazione di sè ha evidenziato il senso di dolore per ciò che avevano dovuto sopportare. Per altre ancora l’accettazione di questo dolore le ha lasciate bloccate in uno spazio di disperazione pensando a come le cose avrebbero potuto essere diverse.

3. “L’impatto degli altri post-diagnosi”

Molte donne dicono di aver sperimentato reazioni di supporto sociale dopo aver ricevuto la diagnosi. Inoltre, le reazioni convalidanti hanno dato alle donne l’occasione di capire che il tentativo di “camuffamento” portava a conseguenze negative non intenzionali nelle loro relazioni.

autistica

4. “Un nuova immagine di sè dopo la diagnosi”

Per un numero ristretto di donne la diagnosi ricevuta in età adulta e la prospettiva di una nuova vita a questa età era psicologicamente scoraggiante, poichè avevano vissuto troppe fasi della loro vita significative senza una diagnosi. Tuttavia, per la maggior parte delle donne, la diagnosi ha fornito un senso di permesso di sviluppare un’identità in cui erano accettabili così come erano.

 

 

Per molte, ciò ha significato la transizione verso uno spazio di auto compassione che è stato coltivato in modo proattivo impegnandosi in attività coerenti con i loro bisogni.
Alcune provavano anche un senso di orgoglio nell’essere una donna autistica, enfatizzato dalla ritrovata convinzione che essere “diversa” fosse accettabile.

Essere donna e autistica: cosa si prova?

È evidente che la diagnosi ottenuta in modo tempestivo probabilmente allevierebbe il modo angosciante di vita vissuto dalle donne autistiche. È fondamentale che la formazione dei professionisti nei servizi di salute mentale, nelle scuole e negli enti più ampi abbia luogo per ridurre la probabilità che i bisogni insoddisfatti abbiano un impatto significativo sul benessere delle donne autistiche.

 

Se sei una donna e hai il dubbio di essere autistica o sei autistica e hai bisogno di sostegno, non esitare a contattarci. 

Visita il nostro sito, clicca qui o scrivici una mail: puntopsicologicoautismobg@gmail.com